Carlos Alcaraz ha individuato la chiave del suo successo: la fluidità nel servizio. Il giovane spagnolo, citando il bisogno di ‘equilibrio’ e ‘fluidità’ che caratterizza i migliori battitori della storia, ha spiegato come abbia modificato la sua meccanica per raggiungere questo obiettivo, ottenendo risultati evidenti a Vienna.
L'attenzione al servizio è un trend condiviso dai top player. Paolo Canè, figura di riferimento del tennis azzurro, sottolinea che il servizio è l’unico colpo in cui il giocatore ha il pieno controllo del lancio e del tempo di esecuzione, evidenziando come la fluidità sia fondamentale per evitare di dover ricorrere a angolazioni e curve.
La storia del servizio nel tennis è costellata di innovatori. Dalle tecniche di Tanner e Ivanisevic, che hanno sfruttato lanci bassi ed esecuzioni rapide, alle strategie di Leconte e Dolgopolov, basate su movimenti ‘strappati’ e frustate fulminee, il controllo del lancio della palla è sempre stato un elemento distintivo dei grandi campioni. Canè evidenzia come anche giocatori come Sinner e Musetti sfruttino l'incidenza dello spostamento in avanti.
L'analisi rivela che la maggior parte dei tennisti si concentra su lanci alti e attesa del rimbalzo, mentre i migliori puntano su un lancio basso e una esecuzione fluida. La fluidità, sottolineato da Canè, è essenziale per evitare di farsi male, come dimostra il caso di Berrettini.