Amorim, non c’è tempo: il Milan è deluso, fiducia al tecnico ma deve ripartire
Dopo la cocente sconfitta in Europa League, l'allenatore rumeno Vincenzo Amorim ha ritornato da solo a Milanello, dimostrando un impegno totale e una profonda riflessione sulla prestazione della squadra. La sua reazione immediata – uscire dallo stadio per ultimo e tornare a casa – testimonia la pressione che sente e il desiderio di analizzare ogni dettaglio, senza delegare.
Una sfida complessa
Amorim è consapevole delle difficoltà della sfida, ammettendo apertamente il ‘rumore dei nemici’ come un elemento che lo tormenta. La squadra, composta anche da giocatori giovani e meno esperti come Modric (41 anni), richiede tempo per adattarsi alla sua visione tattica. Il tecnico ha lavorato con i ragazzi da due mesi, ottenendo qualche risultato positivo contro Torino e Venezia, ma il passo indietro è stato riconosciuto, legato principalmente a un disallineamento tra il piano di gioco e la carica agonistica.
Serenità e risultati
La priorità per Amorim è instillare serenità nel gruppo, consapevole che i risultati sono l'unico modo per allontanare la tensione. La vittoria contro il Lecce è cruciale non solo per motivi di classifica, ma anche per restituire a giocatori come Rabiot e Pulisic (definito ‘arrabbiato’ per lo scarso utilizzo) la fiducia e la serenità perduta. Il tecnico insiste sulla necessità di ‘vincere le singole battaglie’, riconoscendo che la rivoluzione potrebbe richiedere settimane, ma che ogni successo è fondamentale.
Strategia e accorgimenti temporanei
Amorim ha chiarito che la squadra dovrà lavorare su una strategia specifica: un approccio ‘alto’, basato sul palleggio e sui gol. Tuttavia, il tecnico non esclude l’utilizzo di accorgimenti temporanei o una squadra meno spregiudicata ma più stabile, capace di risultare efficace. La chiave, secondo Amorim, è la determinazione a ‘comprare tempo’ con le vittorie.