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Caso Lush a Udine: Arcella smentisce i legami familiari e l'assegnazione del Comune

26 Ottobre 2026 • 2 min
Caso Lush a Udine: Arcella smentisce i legami familiari e l'assegnazione del Comune
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    Caso Lush a Udine: Arcella smentisce i legami familiari e l’assegnazione del Comune

    Udine è scossa dalla polemica riguardante la gestione del negozio di cosmetici Lush, aperto in via Rialto al posto dell'ex Tonini. L'interrogazione del consigliere comunale Michele Zanolla (Identità Civica) ha sollevato dubbi sui rapporti tra il Comune e la società che gestisce il locale, mettendo in luce un presunto legame tra la moglie del manager del commercio, Luana Sovilla, e Guido Caufin, il manager incaricato dal Comune di rilanciare le attività cittadine.

    La posizione dell’assessore Arcella

    L'assessore al Patrimonio, Gea Arcella, ha fornito un chiarimento ufficiale: «Non è stato il Comune di Udine ad assegnare la gestione». Ha ribadito che l'ente ha rapporti contrattuali esclusivamente con la Lush Italia Srl, aggiungendo che «non ha fatto alcuna assegnazione alla società indicata sulla stampa come “Amici della corte”». Arcella sottolinea inoltre che il bando per l’affitto del locale era aperto a qualsiasi operatore economico con una licenza relativa a un marchio internazionale, rendendo possibile la partecipazione anche di operatori locali.

    I dubbi sollevati da Zanolla

    Zanolla aveva evidenziato che l’altra società, “Amici della corte”, è amministrata dalla moglie di Guido Caufin, Luana Sovilla. Il consigliere chiede chiarimenti sui rapporti tra il Comune e la società, nonché sull'eventuale rilascio di autorizzazioni. FdI e Lega hanno ulteriormente intensificato le richieste, invocando una commissione speciale e l’autosospensione di Caufin.

    L'obiettivo del Comune

    Arcella chiarisce che l'obiettivo della giunta comunale è il rilancio del centro cittadino, senza però interferire nelle scelte operative dell’aggiudicatario. «Come il Comune non entra nelle determinazioni economiche dei singoli operatori», spiega Arcella, «allo stesso modo chi ha partecipato al bando e ha conseguito l’aggiudicazione ha la libertà di organizzare la gestione del punto vendita come ritiene opportuno». L'Amministrazione ribadisce che l'obiettivo era rendere più attrattivo il centro offrendo una tipologia di prodotti non reperibile altrove.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Messaggero Veneto. Leggi originale →

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