Laura Bellandi, l’oro olimpico di Tokyo 2020 nella categoria -70 kg, ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti sulla transizione che segue un trionfo sportivo. In un'intervista a Gazzetta, la campionessa ha descritto una realtà spesso trascurata: ‘Nessuno ti prepara a quello che viene dopo la vittoria. Ho sconfitto i mostri e ho trovato l’amore’, ha ammesso, ma subito dopo ha aggiunto con un velo di malinconia: ‘Ma il giorno dopo? Nessuno ti insegna a quello che viene dopo’.
L'esperienza post-Parigi, dove ha conquistato la prima pagina del giornale e un milione di emozioni, l’ha colta impreparata. La sensazione di vuoto, la domanda ‘cosa farò?’ sono diventate una costante nel suo percorso. Dopo i Giochi, e poi i Mondiali di Budapest, Bellandi ha scelto una strategia mirata: concentrarsi sulla gara di rientro, consapevole della paura di aver commesso un errore. La finale è stata un banco di prova per la sua resilienza mentale ed emotiva, imparando a gestire la fatica e il momento cruciale della vittoria.
La psicologa che l'ha accompagnata, Laura Pasqua, ha spiegato: ‘Sono andata da lei dopo Tokyo, inizialmente solo perché non performava. Più semplicemente non riuscivo a vincere medaglie. I primi mesi abbiamo lavorato su me stessa, non abbiamo parlato di judo. E già lì stavo iniziando a stare meglio’. Questo sottolinea l'importanza del supporto psicologico per affrontare le sfide emotive e mentali che spesso accompagnano il successo sportivo.
Il racconto di Bellandi offre una prospettiva inedita sul mondo dello sport, evidenziando la necessità di preparare gli atleti non solo dal punto di vista tecnico-tattico, ma anche emotivo e psicologico, per affrontare le conseguenze del trionfo e trovare un nuovo equilibrio dopo aver raggiunto il vertice.