Gianluca Neri, autore del libro “Ignoto 1”, ha espresso un giudizio controverso sul caso Yara Gambirasio, ribadendo che non ritiene Massimo Bossetti innocente ma evidenziando la presenza di ‘un dubbio ragionevole’ legato all’analisi del DNA.
Durante un confronto a Materia con Armando Di Landro, caporedattore del Corriere della Sera e cronista dell'inchiesta da Bergamo, Neri ha sottolineato come l’indagine genetica non si sia limitata a identificare Bossetti, ma abbia ricostruito una storia familiare che coinvolgeva anche Giuseppe Guerinoni. Tuttavia, l’autore ha criticato le modalità con cui la prova del DNA è stata analizzata e il fatto che l'attenzione si sia concentrata esclusivamente su Bossetti, trascurando altre piste investigative.
Neri ha evidenziato la necessità di garantire alla difesa la possibilità di effettuare nuovi accertamenti e sottoporre reperti a controlli più approfonditi, sostenendo che lo Stato debba assicurare il diritto alla difesa per tutti gli individui coinvolti, colpevoli o innocenti. L’autore ha riconosciuto il lavoro svolto dagli investigatori nelle prime fasi dell'indagine, ma ha messo in discussione la focalizzazione sul DNA come elemento determinante.
Il confronto ha evidenziato una divergenza di interpretazioni tra Neri e Di Landro riguardo alla validità della prova genetica e al ruolo dell’informazione nell’inchiesta. Neri, pur non negando la corrispondenza del DNA attribuito a Ignoto 1 con quello di Bossetti, ha insistito sulla necessità di un controllo più ampio e dettagliato.