Durante una semifinale del campionato Under 20 di seconda divisione dello Stato di Minas Gerais tra l’Uberlandia e il Mamoré, lo scorso 1 novembre, si è verificata una maxi-rissa che ha coinvolto praticamente tutti i presenti in campo. La partita, disputatasi in Brasile, è passata alla storia per la violenza e l'entità del disordine.
La scintilla è scattata dopo un gol dell’1-3 realizzato dagli ospiti con Joao Vitor. Da quel momento, sono iniziate condotte di provocazione da parte di alcuni giocatori del Mamoré verso i componenti della panchina dell’Uberlandia. Il preparatore dei portieri Paulo Sergio Dias dos Santos ha reagito spingendo il giocatore Davi Fernandes Bittencourt, dando il via a una catena di reazioni che ha coinvolto tutti i presenti: 43 giocatori e 8 membri dello staff sono stati espulsi.
L’arbitro Fernando Patrick Drosghic Modesto ha sospeso l'incontro annotando 48 cartellini rossi, aggiungendosi ai 3 già mostrati. La situazione è diventata così critica che l'arbitro ha anche segnalato minacce da parte di un dirigente dell'Uberlandia. Oltre i giocatori e lo staff espulsi, si sono verificate ulteriori violazioni con danni agli spogliatoi, tra cui la distruzione di 14 porte, lavandini, rubinetti, docce, servizi igienici, armadietti, panchine in legno e impianti elettrici. Sono state danneggiate anche due vasche idromassaggio e alcune barelle.
Questo episodio ha fatto registrare un primato mondiale: 51 espulsioni, superando il precedente record di 36 mostrati in Argentina nel 2011. La rissa ha sollevato interrogativi sulla sicurezza e sul comportamento degli atleti durante le competizioni.