Laibach e il Fascino del Brutalismo
Il progetto artistico sloveno Laibach ha sempre rappresentato una sfida all'establishment, un'esplorazione ossessiva di temi totalitari e ideologici. Il loro ultimo album, ‘Fluid Emancipation’, si inserisce in questa tradizione con una scelta iconica: il videoclip della title track è stato girato interamente nel complesso residenziale di Rozzol Melara a Trieste.
Il video, tratto dal film “Fantasy” (2025) diretto dalla regista sloveno-macedone Kukla, ripropone scene del film stesso, ambientate in questo esempio emblematico di brutalismo triestino. La scelta non è casuale: Rozzol Melara, con la sua architettura austera e funzionale, rappresenta un'eco delle città progettate durante il regime fascista e comunista, un paesaggio che Laibach utilizza per interrogarsi sul ruolo dell’industria musicale e sulla manipolazione del consenso.
Un’Eredità di Provocazione
La decisione di girare nel complesso di Rozzol Melara non è isolata. Il luogo è stato precedentemente utilizzato da altri artisti, come i Litfiba con il videoclip di “Dea Musica” (2004) e, più recentemente, dal gruppo k-pop Ive per “Bang Bang”. Questo dimostra l’attrazione che il brutalismo esercita su Laibach e sulla scena musicale contemporanea. Il gruppo, fondato nel 1980, ha sempre giocato con l'estetica totalitaria, riproducendo atmosfere e simbolismi legati al Terzo Reich, come si evince dalle divise nere indossate dai suoi membri agli esordi.
Laibach non è solo un gruppo musicale; è un’opera d’arte che si interroga sul potere della propaganda e sulla sovra-identificazione, un concetto teorizzato dal filosofo Slavoj Žižek. L'album ‘Fluid Emancipation’, con il suo titolo volutmente ambiguo – una crasi tra “music” e “sick” – riflette questa complessità, proponendo dieci tracce cupamente pop dedicate all’industria musicale.
Il video di “Fluid Emancipation”, quindi, non è solo un'estensione del progetto artistico della band, ma anche una riflessione sul presente, su come le forme di controllo e manipolazione si manifestano nella società contemporanea. La scelta di Rozzol Melara, con la sua aura di luogo storico e di sperimentazione architettonica, amplifica questo messaggio.