Una nuova e straziante tragedia ha colpito la rotta migratoria verso le Canarie. Un’imbarcazione, identificata come un caicco fragile tipico delle operazioni di pesca nel Nord Africa, è stata individuata ieri sera a circa 120 chilometri a sud-est di Gran Canaria dopo aver trascorso 27 giorni alla deriva.
Secondo fonti del Salvataggio Marittimo e della Ong Caminando Fronteras, l’imbarcazione era salpata il 7 agosto con 128 persone a bordo, tra cui quattro donne e una neonata. Le avverse condizioni meteorologiche – vento sostenuto di 20 nodi e onde fino a 2,5 metri – hanno reso impossibile un recupero completo dei corpi, ma le operazioni di soccorso hanno permesso di salvare 44 uomini di origini subsahariane. Tre dei superstiti, in gravi condizioni mediche, sono stati trasportati d’elisciro all’ospedale universitario Doctor Negrin a Gran Canaria.
Il ritrovamento del barcone ha confermato le informazioni iniziali sulla sua imbarcazione e sul numero di persone a bordo. Le autorità locali hanno sbarcato i 41 migranti sopravvissuti nel porto di Arguineguin, dove sono stati assistiti dai servizi sanitari e dai volontari della Croce Rossa. La Guardia Civil ha inoltre accertato che le iscrizioni sullo scafo corrispondono a quelle dell’imbarcazione.
Questo evento sottolinea ancora una volta i rischi enormi affrontati dai migranti che tentano di raggiungere l'Europa attraverso rotte marittime pericolose e spesso fatali. La prolungata permanenza alla deriva, aggravata dalle condizioni meteorologiche avverse, ha contribuito in modo significativo al numero elevato di vittime e dispersi.