Mercoledì 21 ottobre, il Tribunale di Gorizia ha accolto la richiesta di rinvio nel processo che vede due persone imputate per presunti maltrattamenti nei confronti di Nina, una cagnolina protagonista di un caso di abusi denunciato a gennaio. L'udienza predibattimentale si è conclusa con l'esclusione di tre delle sei parti civili avanzate dalla difesa dell'animale.
Il ruolo dell’avvocato Russo
L'avvocato Russo, legale della parte civile, ha depositato video che documentano il comportamento gioioso degli animali coinvolti, ritenendo questi materiali di fondamentale importanza per chiarire la vicenda e contestare le accuse mosse. La giudice Giulia Francescon ha accolto la richiesta di rinvio, probabilmente valutando l'esigenza di una più approfondita analisi delle prove.
Il caso di Nina, inizialmente scoppiato a gennaio, ha suscitato un ampio dibattito pubblico sulla tutela degli animali e sulle responsabilità in materia di benessere animale. L’indagine è stata avviata dopo la denuncia di maltrattamenti che hanno portato all'arresto dei due imputati. Il processo si preannuncia complesso, con l'obiettivo di accertare le responsabilità e stabilire il grado di colpevolezza degli indagati.
Le motivazioni della decisione giudicante saranno comunicate nei prossimi giorni. Resta in gioco la questione legale relativa alla corretta interpretazione delle leggi sulla protezione animale e all’applicazione del diritto penale in materia di crudeltà verso gli animali.