La Nascita di un Mito: La Prima Classifica Forbes del 1918
Nel 1918, B.C. Forbes, fondatore della rivista Forbes, intraprese un'audace iniziativa: creare la prima classifica dei più ricchi americani. Invece di affidarsi a stime vaghe, Forbes consultò direttamente i ‘più importanti banchieri del Paese’ per raccogliere dati precisi sulle fortune degli individui più influenti dell’epoca. Questo sforzo pionieristico diede vita a un documento che non solo rivela l'enorme concentrazione della ricchezza all'inizio del XX secolo, ma offre anche uno sguardo affascinante sull'evoluzione economica e sociale degli Stati Uniti.
I Protagonisti del 1918
Al vertice della classifica si trovava John D. Rockefeller, il cui impero petrolifero Standard Oil aveva accumulato un patrimonio di 1,2 miliardi di dollari – una cifra equivalente a circa 240 milioni di dollari odierni. La sua ricchezza avrebbe potuto fornire dieci dollari a ogni abitante degli Stati Uniti! Accanto a lui, Henry Frick, figura chiave nelle industrie del coke e dell'acciaio, e Andrew Carnegie, il magnate dell’acciaio che aveva già donato oltre 6,5 miliardi di dollari (equivalenti a circa 300 milioni di dollari attuali) in beneficenza, nonostante la sua “ricchezza disonorata”.
Un'Economia Concentrata
Nel complesso, i 30 individui più ricchi del Paese possedevano quasi 3,7 miliardi di dollari, una somma che rappresentava oltre due terzi del totale della circolante all’epoca. Questa concentrazione della ricchezza era sconvolgente: il denaro in circolazione negli Stati Uniti nel 1918 era inferiore a 5 miliardi di dollari. La classifica del 1918 non solo documenta la ricchezza dell'epoca, ma evidenzia anche l'estrema disparità tra i più ricchi e la maggioranza della popolazione americana, che guadagnava in media meno di 2.000 dollari all’anno.
Un Contesto Storico
La prima classifica Forbes del 1918 offre un contesto unico per comprendere l'economia americana dell'epoca. La ricchezza era concentrata nelle mani di pochi, spesso legata a industrie chiave come il petrolio, l’acciaio e la finanza. Tuttavia, le fortune di questi magnati erano in gran parte disperse nel tempo o distrutte dalla concorrenza. La classe dei miliardari statunitensi non controllava una quota altrettanto grande di un'economia che oggi è molto più vasta e complessa. Nel 2026, la Forbes 400 valuterà complessivamente 4.400 miliardi di dollari.