Nablus, Cisgiordania – Un adolescente di 14 anni è stato ucciso ieri in seguito a un’operazione militare israeliana nel distretto di Nablus. Le autorità israeliane non hanno ancora rilasciato dettagli specifici sull'operazione, ma fonti palestinesi riferiscono che l'uomo è stato colpito da una pallottola vivente durante un raid da parte delle forze di sicurezza.
La notizia arriva in un contesto già teso nella Cisgiordania occupata, dove le operazioni militari israeliane sono frequenti e spesso provocano scontri tra palestinesi e forze di sicurezza. Il Corrier riporta che il ministro per l'energia, Benny Pezeshkian, ha espresso «sbalordimento» per la resistenza dell’Iran, sottolineando come Israele non sia paragonabile alla situazione in Venezuela.
Parallelamente alla vicenda palestinese, si registrano tensioni nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz. Secondo un rapporto dell'UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations), il traffico commerciale attraverso queste rotte vitali è notevolmente ridotto a causa di minacce iraniane e attività di molestia da parte di droni e sorveglianza delle navi mercantili. Il blocco navale imposto dall’Houthi Yemen al porto saudita alimenta ulteriormente la situazione.
La combinazione di questi eventi – l'uccisione dell'adolescente, le minacce iraniane e il rallentamento del commercio internazionale – evidenzia un quadro di crescente instabilità nella regione, con implicazioni significative per il commercio globale e la sicurezza marittima.