La lezione antisessista è arrivata dal Como. L'arbitro Maria Sole Ferrieri Caputi, durante una partita, ha fischiato un rigore a favore del Venezia per fallo di mano segnalato da VAR. Tuttavia, il Var ha modificato la decisione, ma l’arbitra, convinta della sua scelta, ha reagito con parole forti: ‘Mandalo al diavolo’. La risposta dei tifosi comaschi è stata di cori sessisti, paragonando l'arbitro a chi fa lavori domestici. La società del Como ha immediatamente condannato i comportamenti, sottolineando che non riflettevano i valori del club.
Invece di replicare con insulti, la dirigenza comasca ha deciso di utilizzare un metodo diverso: una lezione di storia. Hanno citato figure femminili della propria comunità, come Teresa Ciceri Castiglioni (patente di coltivazione delle patate), Giuseppina Perlasca Bonizzoni (mazziniana che finanziò l'insurrezione del 1848) e Ines Figini (operaia deportata nei lager nazisti). L’obiettivo era quello di dimostrare che il pensiero dei tifosi era ‘cavernicolo’.
La partita del Como è quella in programma a Lens, dove l'arbitro norvegese Rohit Saggi dirigerà lo scontro. La scelta di Emilienne Mopty, moglie di un minatore eroina della Resistenza e organizzatrice di scioperi di donne decapitata dai nazisti a Colonia, come arbitra aggiunge un ulteriore strato alla narrazione.
Il gesto del Como non è solo una risposta all’offesa, ma un messaggio forte sull'importanza del rispetto e della cultura. La società ha scelto di utilizzare la storia per educare i propri sostenitori, evidenziando il valore delle donne che hanno contribuito al progresso e alla libertà.