Riemerge un Fronte di Opposizione nella Lega Nord
Una nuova ondata di tensioni investe la Lega Nord, con l'emergere di un comitato guidato da figure storiche del partito, tra cui Gianluca Pini, ex parlamentare e segretario della Lega Romagna. L’obiettivo dichiarato è quello di convocare il congresso federale per ‘scongelare’ il vecchio partito, nato nel 2017 e considerato ‘bad company’ a seguito dei debiti accumulati, in particolare i 49 milioni dovuti allo Stato.
La Nascita del Comitato per il Congresso
Il comitato, composto da ex parlamentari e segretari provinciali, si pone come un tentativo di recuperare il controllo del simbolo della Lega Nord e di affrontare la questione dei debiti. Gianluca Pini ha sottolineato che l’iniziativa mira a “scongelare il vecchio partito” e a far valere le ‘centinaia’ di militanti che sostengono la sua causa, promettendo azioni legali contro chi avrebbe ‘calpestato’ il regolamento e lo statuto del partito.
Reazioni Contrastanti: Salvini e i Governatori Nord
La notizia ha scatenato una reazione immediata da parte dei vertici salviniani, che hanno espresso ‘sorpresa’ e si sono detti contrari a un simile tentativo. Fonti del Carroccio accusano il commissario Igor Iezzi di aver ostacolato la convocazione del congresso e di aver “fuso” le sezioni per spianare la strada al programma sovranista di Salvini. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha ribadito che il comitato ‘non c’entra assolutamente niente’ con il percorso intrapreso da Salvini.
Il Debito e le Accuse
La questione dei 49 milioni di debiti, derivanti da operazioni passate, è al centro delle polemiche. Il comitato accusa i vertici salviniani di aver ereditato un problema senza risolverlo, mentre i salviniani accusano i nostalgici della Lega Nord di voler cavalcare il momento per ottenere posizioni all'interno del partito.