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Firenze: Tensioni sui Dehors, Richiesta di Proroga per le Richieste Commerciali

10 Luglio 2026 • 2 min
Firenze: Tensioni sui Dehors, Richiesta di Proroga per le Richieste Commerciali
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    La situazione a Firenze si complica con una nuova richiesta di proroga per la presentazione delle domande relative all'installazione di dehors commerciali. La tensione tra i commercianti, gli ordini professionali e il Comune è palpabile, alimentata da un complesso iter burocratico e dalla difficoltà di interpretare le nuove normative.

    L’appello, firmato dagli ordini degli architetti, ingegneri, geometri e altri professionisti, chiede una proroga fino al 15 novembre per consentire la completa elaborazione dei progetti. La motivazione principale risiede nella complessità delle pratiche, aggravata da numerose questioni interpretative, richieste di integrazione documentale e il rischio di pratiche incomplete o non conformi alle prescrizioni del regolamento comunale. Gli ordini professionali sottolineano che il termine iniziale del 30 aprile, poi esteso al 31 agosto, si è rivelato insufficiente per gestire il volume delle domande e garantire la corretta valutazione dei progetti, tenendo conto anche del valore storico-architettonico della città.

    Il Comune di Firenze, pur ribadendo l'impossibilità di ulteriori proroghe – con soli 54 giorni rimanenti alla scadenza e il 60% degli operatori già in attesa di risposta – si difende evidenziando che il processo sta procedendo nonostante le difficoltà. Circa il 912 dehors esistenti, di cui 674 in centro storico, verranno comunque confermati agli operatori che avranno completato la documentazione richiesta. Tuttavia, l'amministrazione comunale ammette la necessità di definire i progetti relativi alle piazze storiche e di gestire ulteriori incontri con la Soprintendenza per risolvere le questioni interpretative.

    La vicenda è ulteriormente complicata da alcune dispute locali, come quella riguardante i dehors in piazza della Repubblica, dove il titolare della Vineria del Re ha rinunciato al ricorso al Tar e si è reso disponibile ad abbassare i suoi dehors per allinearli a quelli del lato Gilli. Nonostante ciò, persistono divergenze su chi dovrà rinunciare a metri quadri aggiuntivi, creando un’impasse con il Comune che richiede un progetto unitario da sottoporre alla sua valutazione. La complessità della situazione ha portato a una diffidenza reciproca tra le parti e solleva interrogativi sulla capacità del Comune di gestire efficacemente il processo di autorizzazione.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Corriere. Leggi originale →

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