Giunta Parlamentare Rifiuta Nuova Istruttoria Chat Delmastro
Roma – La giunta parlamentare incaricata di valutare la documentazione relativa all'inchiesta sulla presunta criminalità organizzata legata all’ex ministro dell’Agricoltura Elena Delmastro ha deciso di non procedere con una nuova istruttoria sulle chat. Il voto, proposto da Forza Italia e sostenuto da altri esponenti della maggioranza, è stato approvato nonostante le forti contestazioni del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle.
Le Ragioni del Rifiuto
Come sottolinea il deputato di FI Enrico Costa, la giunta ritiene che le chat in questione «non aggiungono né tolgono nulla» rispetto a quanto già deliberato dalla Giunta delle autorizzazioni. La decisione è stata motivata dal fatto che la Procura della Repubblica di Roma avrebbe consegnato alla Camera dei Deputati una documentazione «tardiva» e «inammissibile», priva di specificità e potenzialmente in grado di aprire scenari investigativi non pertinenti.
Le Reazioni Politiche
Il Partito Democratico, attraverso il deputato Federico Gianassi, ha definito la decisione «eclatante» e ha criticato l'atteggiamento della maggioranza, accusandola di ostacolare gli approfondimenti necessari e di nascondere informazioni cruciali. Il PD evidenzia come l'opposizione sia stata privata del diritto alla consultazione sulle chat, nonostante la loro conoscenza del contenuto delle conversazioni.
Anche il Movimento 5 Stelle si è espresso con fermezza, accusando la giunta di «usare» i meccanismi parlamentari per aiutare la camorra e invocando la trasparenza. Daniela Torto denuncia l'uso di «giochetti di palazzo» e l’impossibilità di accedere ai materiali forniti dal Presidente del Consiglio Fontana.
Approfondimento
La controversia sulle chat tra Delmastro ruota attorno alla possibilità che queste abbiano costituito un mezzo per la comunicazione con esponenti della criminalità organizzata. La giunta parlamentare, nel rifiutare una nuova istruttoria, si basa sulla tesi che le chat non superano le criticità già individuate dalla Procura e non rappresentano un rischio di ampliare l'inchiesta verso soggetti estranei al caso. Il mancato accesso ai documenti da parte dell’opposizione è visto come una violazione del diritto parlamentare all’informazione, in un contesto in cui l'indagine penale contro Delmastro è in corso.