La vicenda giudiziaria legata alla morte di Margherita Primossi, avvenuta nella notte del 14 agosto 2021 in via Filzi a Trieste, si è conclusa con un'altra sentenza di assolimento. L’autista dell’autobus coinvolto nell’incidente è stato dichiarato non colpevole anche in secondo grado, confermando l'assoluzione già ottenuta in primo grado. La diciannovenne perse la vita sul colpo, mentre il suo fidanzato rimase ferito.
L’Assoluzione e le Controversie
La sentenza rappresenta un ulteriore capitolo di una vicenda giudiziaria che ha tenuto con il fiato l'intera comunità triestina. Le circostanze dell'incidente, avvenuto in una zona ad alto traffico e scarsamente illuminata, hanno sollevato interrogativi sulla responsabilità del conducente e sulle condizioni di sicurezza del tratto stradale. Nonostante le evidenze raccolte durante le indagini, il tribunale ha ritenuto insufficienti le prove per accertare la colpa dell'autista.
Il legale dell’autista ha dichiarato che questa sentenza «configura che questa sentenza ponga fine alla dolorosa vicenda». L’assoluzione, confermata anche in appello, lascia aperte domande sulla sicurezza stradale a Trieste e sull’efficacia delle misure di prevenzione degli incidenti. La famiglia della Primossi ha espresso profondo rammarico per l'esito del processo, sottolineando la necessità di un maggiore controllo e di interventi mirati per evitare simili tragedie.
L'incidente ha scosso profondamente Trieste, evidenziando la fragilità della vita e la responsabilità di tutti gli attori coinvolti nella gestione del traffico. La vicenda si aggiunge a una serie di incidenti stradali avvenuti in diverse zone d’Italia, sollevando il tema della sicurezza sulle strade e della necessità di un rafforzamento delle misure di prevenzione.