Roma – Un’intesa storica tra l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) e il Ministero della Salute ha portato al rinnovo del contratto dei dirigenti sanitari. L'accordo, siglato intorno alle 12 del 7 ottobre, copre un vasto comparto di circa 137.871 persone, prevalentemente medici, e prevede aumenti mensili fino a 560 euro lordi per i dirigenti, con una progressione graduale nel corso dei tre anni.
Dettagli dell'Accordo
L’intesa triennale, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2025, non prevede l'applicazione immediata degli aumenti. La maggior parte (393 euro) provengono da stanziamenti contrattuali di base, mentre il restante 167 euro è legato a risorse aggiuntive destinate alle indennità e potrà variare in base alle singole buste paga. Il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha sottolineato come questo accordo rappresenti “un altro impegno rispettato, la cura dei cittadini parte dalla cura di chi li assiste”, evidenziando l'importanza di investire nel personale sanitario.
Tra le novità introdotte dal contratto figurano il supporto psicologico e il patrocinio legale per i dirigenti sanitari che subiscono aggressioni. Queste misure, già implementate anche per gli infermieri, mirano a tutelare la salute mentale e professionale di chi opera nel settore sanitario. Inoltre, l’accordo prevede il riconoscimento delle indennità durante i giorni di ferie, una misura volta a migliorare il benessere dei dirigenti.
Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha descritto il nuovo accordo come “un intervento concreto sull'organizzazione del lavoro, sulle responsabilità professionali e sulle tutele”. L'obiettivo è quello di valorizzare il ruolo dei dirigenti sanitari, migliorando le condizioni di lavoro e garantendo un adeguato supporto in situazioni delicate.