Un nuovo rapporto dell’International Institute for Strategic Studies (IISS) rivela che i servizi segreti russi hanno condotto una sistematica campagna di sorveglianza su 13 Paesi europei tra agosto 2024 e febbraio 2026, con 144 incursioni di droni. I droni, lanciati da navi della cosiddetta «flotta fantasma», hanno preso di mira siti nucleari, impianti energetici, aeroporti civili e basi militari.
Le principali aree prese di mira includono la Germania (58 avvistamenti), il Belgio (25), la Danimarca (16) e il Regno Unito (7). Sono state spiigate anche infrastrutture critiche come la portaerei francese «Charles de Gaulle» e la base dei sottomarini a propulsione nucleare a Ile Longue, in Bretagna.
La Nato e l’Unione Europea stanno valutando nuove strategie di difesa per contrastare questa minaccia, inclusi piani per un «muro di droni». Il rapporto evidenzia l'inefficacia delle contromisure tradizionali contro i droni a bassa quota e la necessità di investimenti in tecnologie innovative.