Emergenza Udine: Senzatetto e Gruppo Bulgaro al Centro dell'Attenzione
Udine è da tempo alle prese con una crescente emergenza legata alla presenza di senzatetto e di gruppi di stranieri in transito. La situazione, documentata anche sui social media, ha portato l'assessore alla Salute Carlo Giacomello a intervenire, ribadendo che il problema principale non è un semplice degrado urbano, ma piuttosto una serie di problematiche legate alla salute mentale.
Il Caso del Senzatetto in Viale Ungheria
Al centro dell'attenzione c’è un uomo di origine straniera, stazionato da sei mesi tra via Parini e via Bertaldia, nei pressi di viale Ungheria. L'uomo, afflitto da evidenti problemi psichici, trascorre le notti avvolto in una coperta sul marciapiede e il resto della giornata su una piattaforma di cemento. Nonostante ripetuti interventi del 118 e l’offerta di accoglienza da parte di Caritas e altre strutture, l'uomo ha sempre rifiutato di lasciare la strada, ricorrendo a preghiere e camminando fino allo sfinimento. L'assessore Giacomello sottolinea come molti cittadini abbiano dimostrato un profondo spirito di solidarietà, ma che il contatto diretto con l’uomo sia stato ripetutamente respinto.
Il Gruppo Bulgaro nel Sagrato delle Grazie
Un'altra situazione critica riguarda il sagrato del santuario delle Grazie, dove una decina di persone provenienti dalla Bulgaria ha trascorso diverse notti. Questo gruppo, composto da lavoratori saltuari (ad esempio nella vendemmia), ha incontrato difficoltà a tornare nel proprio paese d’origine e necessita di soluzioni per garantire il rientro. Anche in questo caso, nonostante le ripetute richieste di utilizzo delle strutture di accoglienza, il gruppo ha rifiutato l'ospitalità, limitandosi a ricevere la sussistenza diurna dalla stazione postale. L'assessore Giacomello si è recato personalmente sul posto per cercare di trovare una soluzione.
La Strategia dell’Assessore
L'assessore Giacomello ha chiarito che il suo intervento mira a non stigmatizzare le persone coinvolte, ma a concentrarsi sulla necessità di fornire supporto specifico alle problematiche di salute mentale. Si sta lavorando con la Caritas e altre associazioni per garantire assistenza e, quando possibile, favorire il rientro delle persone nel loro paese d’origine. La situazione è considerata sotto controllo grazie alla collaborazione tra i servizi sociali, le forze dell'ordine e la solidarietà dei cittadini.