Udine è alle prese con un problema cronico: l'ex Frigo di via Sabbadini, un tempo fulcro dell’industria alimentare cittadina, rappresenta oggi un simbolo di abbandono e degrado. Nonostante l'assegnazione di 10 milioni di euro del PNRR per il suo recupero, l'area rimane in uno stato di completo disfacimento, testimonianza di una gestione fallimentare che si protrae da oltre cinquant’anni.
Una Storia di Abbandono
La storia dell'ex Frigo risale al 1972, quando l'attività cessò improvvisamente. Da allora, l'edificio è stato progressivamente lasciato all’incuria, trasformandosi in un focolaio di problematiche: bivacchi, occupazioni abusive e la conseguente necessità di interventi straordinari hanno fatto lievitare i costi del progetto fino a 25 milioni di euro. La decisione del Comune di Palazzo D'Aronco, focalizzata su altre priorità, ha bloccato l’avvio dei lavori.
La situazione è ulteriormente complicata dal caso dell’ex Macello, anch'esso oggetto di interventi con fondi PNRR, che risulta parzialmente completato. La complessità del recupero dell'area ex Frigo, unita alla scarsa attenzione e alla mancanza di una visione strategica a lungo termine, evidenzia le criticità della gestione immobiliare pubblica in città.
Il mancato utilizzo dei fondi PNRR per l’ex Frigo sottolinea la necessità di interventi più rapidi ed efficaci, evitando che situazioni simili si ripetano. La questione solleva interrogativi sulla capacità del Comune di gestire efficacemente le risorse e di affrontare i problemi di degrado urbano, con conseguenze negative sul tessuto sociale ed economico della città.