Polemiche al Sinigaglia: Var, Rigore Nullo e Insulti a un'Arbitro Donna
Domenica allo stadio di Como, il Sinigaglia, si è consumata una giornata di grande disagio per Maria Sole Ferrieri Caputi, arbitro donna alla sua seconda presenza in Serie A. L’arbitraggio della partita tra Como e Venezia è stato segnato da un rigore convalidato inizialmente, poi annullato dal Var, e soprattutto da insulti sessisti lanciati dal pubblico locale.
Il Rigore Contestato
La polemica è nata poco prima della mezz'ora del primo tempo quando la calciatrice del Como, Milla, ha toccato il pallone con il braccio largo. Ferrieri Caputi, secondo le regole, ha decretato il rigore. Tuttavia, la decisione è stata immediatamente contestata dalla coppia di guardalinee VAR Cosso e Giua, che hanno ritenuto che l'intervento non fosse meritevole di sanzione. La revisione al Var ha portato all’annullamento del rigore.
Errori VAR e Reazioni
L'intervento dei VAR è stato giudicato inaccettabile dal designatore Orsato, presente in collegamento con la sala Var. Lo stesso tecnico del Venezia, Nicola Fabregas, ha espresso il suo disappunto per l’operato dei VARisti, sottolineando la confusione generale e l’influenza di indicazioni tecniche che sembrano disorientare la classe arbitrale. La situazione è stata ulteriormente aggravata dagli insulti sessisti rivolti all'arbitro donna da parte di una frangia del pubblico presente allo stadio.
Un Debutto Difficile
Ferrieri Caputi, che ha compiuto un importante passo avanti nel suo percorso professionale con questo debutto in Serie A (il suo primo incontro ufficiale risale all'ottobre 2022), si è trovata al centro di una tempesta. L’episodio solleva interrogativi sulla gestione del Var e sull'applicazione delle regole, ma anche sulla sensibilità e il comportamento dei tifosi.
Approfondimento
L'intervento dei VAR ha evidenziato un'interpretazione soggettiva della regola sul braccio, spesso fonte di controversie nel calcio moderno. La presenza del designatore Orsato in collegamento ha sottolineato la distanza tra le decisioni prese in campo e quelle imposte dalla regia Var. L’episodio ha acceso il dibattito sulla necessità di una maggiore trasparenza e chiarezza nelle procedure VAR, nonché sulla responsabilità dei responsabili delle indicazioni tecniche.