Un’operazione fraudolenta ha portato alla scomparsa di 36 milioni di euro da Fideuram, il cui meccanismo si è basato su una sofisticata simulazione di comunicazione tramite WhatsApp. Secondo quanto riportato dal Corriere, l'avvocato A ha coordinato un team di truffatori che hanno attentamente studiato anche il profilo psicologico delle vittime, replicando in modo convincente le comunicazioni al presidente di Fideuram. In particolare, è stato simulato un colloquio con Paolo Nastasi, managing partner di A&O Shearman Italia, un prestigioso studio legale internazionale con una fatturato di 3,7 miliardi di euro.
La Scenografia della Truffa
Nastasi, figura nota nel mondo degli affari e conosciuta da Moresini, è stato utilizzato dai truffatori grazie all'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale per replicare la sua voce e il suo stile comunicativo. Insieme ad altri elementi, come email apparentemente provenienti dallo studio legale internazionale, i truffatori hanno fornito a Molesini, il direttore finanziario di Fideuram, le coordinate bancarie delle società e dei conti esteri su cui effettuare i trasferimenti. Il presidente di Fideuram, credendo di agire secondo le istruzioni del numero uno di Banca Intesa, ha dato il via ai pagamenti, destinati principalmente a Cina e Hong Kong.
L'operazione si è rivelata estremamente complessa e meticolosa, evidenziando la capacità dei truffatori di manipolare la fiducia e sfruttare le dinamiche comunicative. La precisione nella simulazione del contatto con Nastasi e l’utilizzo di documenti falsi hanno contribuito a creare un clima di urgenza e legittimità, spingendo Molesini ad agire senza sufficienti controlli.
Le indagini sono in corso per accertare tutti i dettagli dell'operazione e individuare gli autori della truffa. La vicenda solleva interrogativi sulla sicurezza dei sistemi di comunicazione interna delle banche e sull’importanza di una vigilanza costante da parte delle autorità competenti.