Futuro Malagò in Bilico: Il Coni Mette la Mano sul Destino della Figc
La vicenda che coinvolge Giovanni Malagò, neo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc), si complica ulteriormente. Il Coni, ente di riferimento per lo sport italiano, ha respinto la proposta di archiviazione del ricorso presentato dall'avvocato Renato Miele, ex calciatore e candidato bocciato per assenza di requisiti. La questione centrale ruota attorno alla mancata iscrizione di Malagò alla Figc al momento della sua candidatura, un dettaglio che secondo il ricorrente e ora sostenuto dal Coni, lo avrebbe reso non eleggibile.
La Controversia Normativa
Il nodo della disputa risiede nell'interpretazione delle norme e dello statuto della Figc. Il procuratore capo Giuseppe Chinè aveva inizialmente sostenuto che la mancata affiliazione di Malagò non costituiva una conditio sine qua non, ma una semplice prescrizione da applicare a chi ne fosse in possesso. La Procura generale del Coni, guidata da Sergio Taucer, ha contestato questa interpretazione, chiedendo approfondimenti e mettendo in discussione la legittimità dell'operato di Malagò.
Le Conseguenze Potenziali
Se Malagò dovesse essere dichiarato decaduto, le ripercussioni sarebbero enormi. La nullità degli atti firmati dal presidente, tra cui la nomina del commissario tecnico della nazionale Roberto Mancini con contratto fino al 2030 e la chiamata di Claudio Ranieri come direttore tecnico, potrebbe portare a un intervento del Coni sulla Figc. Questo scenario, già richiesto dalla politica per mesi, potrebbe diventare realtà, con conseguenze pratiche per il calcio italiano, inclusa la revisione degli accordi contrattuali e l'eventuale nomina di un nuovo commissario.
Impatto sul Calcio Italiano
La situazione è particolarmente delicata in vista delle prossime sfide della nazionale italiana, come i match della Nations League a settembre. Il futuro del ct Mancini, le scelte sullo staff e la gestione dei giovani talenti sono tutti elementi che potrebbero essere influenzati da questa vicenda. Inoltre, persistono malcontenti nella Serie A per la gestione della candidatura di Malagò, con critiche alla scelta del dt e al capo delegazione.