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Petroliere sotto attacco informatico: l'FBI e la Coast Guard indagano nel Golfo del Messico

22 Settembre 2026 • 2 min
Petroliere sotto attacco informatico: l'FBI e la Coast Guard indagano nel Golfo del Messico
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    Petroliere sotto attacco informatico: l'FBI e la Coast Guard indagano nel Golfo del Messico

    Una petroliera VLCC, la VL Prosperity, diretta dal Mar Egitto al Texas, è diventata improvvisamente al centro di un’indagine internazionale a seguito della scoperta di attività cyber malevole a bordo. L'evento, avvenuto ad agosto e che ha portato all'intervento di specialisti dell'FBI e della U.S. Coast Guard, evidenzia una nuova frontiera nel panorama delle minacce alla sicurezza: quella informatica sulle navi mercantili.

    La scoperta e le indagini

    Le autorità statunitensi sono intervenute dopo aver ricevuto segnalazioni di compromissione delle reti della petroliera. La Coast Guard Cyber Command, guidata dalla contrammiraglio Amy Grable, ha confermato la presenza di malware e avviato un’analisi approfondita dei sistemi per identificarne l'origine e rimuoverlo. L'operazione ha portato alla ripresa delle normali operazioni della nave, autorizzata dalla Coast Guard.

    Due versioni contrastanti

    La vicenda si complica con una seconda versione dei fatti, fornita dall’agenzia iraniana Mehr News Agency. Secondo questa, la VL Prosperity avrebbe perso le comunicazioni per circa trenta ore nello Stretto di Gibilterra a causa dell'intervento di aggressori sui sistemi della sala macchine. Sebbene i dettagli siano controversi e non confermati ufficialmente, l'intervento suggerisce un livello di sofisticazione delle minacce che richiede una profonda riflessione sulla sicurezza delle infrastrutture marittime.

    Il rischio crescente nell’ecosistema navale

    L'incidente sottolinea come le moderne navi siano diventate sistemi complessi, integrati con numerose tecnologie: satellitare, IP, sensori, navigazione, manutenzione, gestione energetica e automazione. Questa digitalizzazione, pur aumentando l'efficienza, ha anche creato nuove vulnerabilità. Come evidenzia Rob Lee di Dragos, «non serve trasformare le navi in droni da 333 metri per creare un problema serio, perché basta rendere inaffidabile uno dei sistemi necessari a farle navigare in sicurezza». L’attenzione si sposta quindi dalla semplice protezione del digitale al controllo della fragilità derivante dall'interconnessione.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Panorama. Leggi originale →

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