Garlasco: Rivelata una Perizia ‘Pirata’ su Stasi, Scandalo nel Caso Poggi
Un mistero che si infittisce a Garlasco, in provincia di Pavia. La luce sulla questione riguarda una valutazione psicologica del 2007, redatta dal Ris di Parma e mai finita tra gli atti del processo per l’omicidio di Chiara Poggi, è stata recuperata dopo quasi vent'anni. Il documento, composto da 13 pagine e 17 punti, ha sollevato un vespaio di interrogativi e sta mettendo in discussione le modalità con cui venivano gestite le indagini.
La perizia, redatta dalla criminologa Alessandra Bramante (che nega di averla scritta), si basava su verbali di Stasi, ascoltato come testimone nelle prime fasi dell’indagine. I valutatori evidenziavano una presunta «freddezza» e un profilo descritto con termini come «calcolatore» e «manipolatore». Il documento, datato ma non firmato, conteneva giudizi che suggerivano tratti narcisistici e un eccessivo controllo da parte di Stasi. L’incipit della valutazione sottolinea la natura basata su «carte», evidenziando la mancanza di una perizia formale richiesta dalla Procura.
Il Ris e i Pedali della Bicicletta
Ma il mistero non si limita alla valutazione psicologica. La vicenda ha portato alla luce anche incongruenze riguardanti l’analisi dei pedali della bicicletta di Stasi. Il Ris avrebbe ritardato la trasmissione agli inquirenti dell'esito negativo di due nuove analisi genetiche effettuate nel settembre 2007, nonostante un precedente risultato positivo. L’ufficiale addetto alla Sezione di Biologia del Ris, Alberto Marino, ha fornito spiegazioni poco chiare sul perché avesse ripetuto gli esami, affermando di voler «approfondire» il caso. Tuttavia, l'ulteriore analisi ha dato risultati negativi, e Marino ha poi dichiarato di non ricordare i dettagli, riconoscendo che i risultati potrebbero essere stati sottovalutati.
La Ricostruzione della Catena delle Comunicazioni
Le indagini ora si concentrano sulla ricostruzione della catena delle comunicazioni tra il Ris e la Procura di Pavia. Il generale Luciano Garofano, comandante della Sezione di Parma, contesta le ricostruzioni, sostenendo che un verbale del 24 settembre dimostrerebbe che tutti i risultati ottenuti fino a quel momento erano stati messi a disposizione dei consulenti delle parti. La pm all'epoca in servizio, Rosa Muscio (ora nella Procura per i Minorenni di Milano), aveva 36 anni e gestì le prime fasi dell’inchiesta in assenza del procuratore Alfonso Lauro, in ferie. La Procura di Pavia sta quindi valutando di convocare chi coordinava le indagini nel 2007, al fine di chiarire il ruolo del Ris e la gestione dei risultati delle analisi.
Il caso solleva interrogativi sulla trasparenza e sull’efficienza della raccolta e dell’analisi delle prove nelle indagini penali. La scoperta di questa perizia ‘pirata’ potrebbe avere implicazioni significative sul corso del processo e sulla valutazione della responsabilità degli investigatori del Ris.