Generali Apre la Porta a Mps: Un'Operazione Industriale in Valutazione
Il colosso assicurativo Generali ha comunicato di essere disponibile a valutare una proposta da parte del Monte dei Paschi di Siena (Mps), aprendo la strada a un’operazione industriale che potrebbe ridefinire il panorama bancario e assicurativo italiano. La decisione, annunciata nelle ultime settimane, segue un'analisi approfondita del dossier presentato dal Leone, focalizzata sulle contropartite industriali e con l'obiettivo di esplorare nuove opportunità nel risparmio gestito, nella distribuzione e nella bancassurance.
Secondo fonti interne a Generali, la valutazione sarà condotta nel pieno rispetto delle procedure del gruppo in materia di operazioni con parti correlate. L’operazione, se concretizzata, non si limiterebbe alla cessione della controllata Mps, ma potrebbe includere una partnership assicurativa con Axa (che vede scadere il suo accordo con Mps nell'ottobre 2027) e l'integrazione di attività bancarie e consulenziali. Lovaglio, ad interim del Leone, dovrà quindi presentare una proposta convincente per ottenere l’approvazione del consiglio di amministrazione di Mps, previsto nelle prossime settimane.
Le implicazioni dell'operazione sono complesse e vanno oltre la semplice cessione di azioni. L'adesione di Generali a Mps comporterebbe una partecipazione superiore al 12% nel capitale della banca, destinata a scendere intorno al 6,4% qualora si concluda anche l’offerta su Banco Bpm. Questo, a sua volta, influenzerebbe gli equilibri azionari, con Delfin che diventerebbe il principale socio (10,94%) e Francesco Gaetano Caltagirone in quarta posizione (6,93%). Un aspetto cruciale è la disciplina che potrebbe imporre a Generali di ridurre la propria quota in Mps sotto il 3% o sterilizzare i diritti di voto.
Inoltre, l'operazione comporterebbe un costo patrimoniale per Generali, che non potrebbe beneficiare del cosiddetto Danish compromise. L’analisi legale è in corso per valutare le conseguenze legali e normative dell'intreccio azionario, con particolare attenzione agli effetti sulla governance e alla possibile necessità di ridurre la partecipazione in Mps sotto il 3%. La decisione finale dipenderà dal consenso degli azionisti di riferimento delle due società coinvolte e sarà oggetto di un’assemblea straordinaria di Mps prevista per il 29 ottobre.