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Giornalismo sotto copertura: un’arte a rischio tra storia, etica e legalità

19 Ottobre 2026 • 2 min
Giornalismo sotto copertura: un’arte a rischio tra storia, etica e legalità
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Indice

    Giornalismo sotto copertura: un’arte a rischio tra storia, etica e legalità

    Il giornalismo sotto copertura, lungi dall'essere una pratica recente, affonda le sue radici nel XIX secolo, quando cronisti americani si infiltravano nei mercati degli schiavi per documentare la realtà inaccessibile ad altre fonti. Questa attività, intrinsecamente rischiosa e controversa, ha prodotto inchieste fondamentali e sollevato un dibattito costante sul confine tra il mestiere del giornalista e il potenziale di manipolazione. Il libro di Giorgio Sturlese Tosi, ‘Giornalismo sotto copertura’, rappresenta una prima analisi organica in italiano su questo tema, offrendo un manuale completo che va oltre la teoria, guidando il lettore attraverso storia, tecniche operative, considerazioni etiche e implicazioni legali.

    Evoluzione storica e minacce contemporanee

    Il volume ricostruisce l’evoluzione del metodo dell'undercover journalism, partendo dai pionieri americani fino alle inchieste più recenti in Italia. Tosi evidenzia le minacce attuali alla libertà di stampa: la manipolazione delle informazioni, l'uso distorto delle nuove tecnologie e le pressioni sui giornalisti. La domanda centrale del libro è se sia lecito ingannare per informare, sottolineando che questa pratica è intrinsecamente rischiosa e richiede un’attenta valutazione.

    Tecniche operative, norme e responsabilità

    L'autore illustra le tecniche operative utilizzate dai giornalisti sotto copertura, definendo il perimetro normativo e raccogliendo testimonianze dirette. Il libro sottolinea l’importanza di rispettare rigorosi limiti etici, deontologici e normativi, che non sono facoltativi. La giurisprudenza di riferimento offre coordinate concrete a chi opera in questo ambito, tutelando da responsabilità legali. Il giornalismo sotto copertura, secondo Tosi, rappresenta ‘l'ultima risorsa per raccontare la realtà’ quando ogni altra strada è sbarrata.

    Doveri e limiti

    La premessa del libro pone un preambolo netto: “Dove c’è meno informazione c’è meno libertà”. Il giornalismo sotto copertura non è solo un espediente narrativo, ma un dovere civico e morale. I giornalisti hanno il dovere di informare, bilanciato dalla tutela di altri diritti fondamentali come la privacy e la dignità degli individui. Il libro è rivolto a professionisti e studenti, ma anche a chiunque voglia comprendere le complessità di questo mestiere.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Panorama. Leggi originale →

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