Tensione al Golfo: la minaccia di Washington
Le tensioni nel Golfo Persico sono destate a salire vertiginosamente. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta valutando l'opzione di un attacco diretto contro l’Iran, o un bombardamento delle sue infrastrutture, in vista del voto parlamentare di martedì prossimo. La decisione, come riporta il Corriere, nasce da una strategia volta a forzare un accordo con Teheran prima del voto, ma anche dalla preoccupazione per la perdita di consenso e le pressioni economiche.
La mossa è stata comunicata tramite una lettera spedita direttamente al segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, Mohsen Rezaei. La lettera, frutto di una mediazione del Qatar, propone un accordo sul nucleare in cambio di meno sanzioni e di una riapertura dello Stretto di Hormuz per sette giorni. Tuttavia, l'intelligence israeliana, attraverso il suo esperto Danny Citrinowicz, esprime forti preoccupazioni, ritenendo che Teheran non cederebbe facilmente.
Il rischio di escalation
Citrinowicz avverte che la situazione è estremamente delicata: «Tutti sembrano rendersi conto di quanto siano vicini al punto di non ritorno». Se la trattativa fallisse, l'America potrebbe colpire rapidamente gli impianti petroliferi del Golfo, ma Teheran non alzerebbe bandiera bianca. Il presidente Trump, secondo Citrinowicz, potrebbe essere tentato di seguire le strategie precedenti, considerate insufficienti, e optare per un’operazione distruttiva contro le infrastrutture vitali dell'Iran.
Israele: una posizione ferma
Parallelamente alle trattative, Israele mantiene una posizione intransigente. Il premier Benjamin Netanyahu, che ha perso la maggioranza parlamentare ma non ha ottenuto un chiaro vantaggio dal suo avversario Gadi Eisenkot, vede l’Iran come una minaccia esistenziale e si propone come un baluardo contro questa «Germania nazista» del Medio Oriente. La situazione potrebbe portare a una nuova emergenza per il paese, dando a Netanyahu la possibilità di imporre un governo di unità nazionale e di controllare i fili della Casa Bianca.
Le implicazioni geopolitiche
La decisione americana rischia di innescare una spirale di escalation nel Golfo, con possibili conseguenze per l'intera regione. Gli emiri e i principi dei paesi del Golfo stanno lavorando a una via di mezzo per evitare un conflitto aperto, ma la minaccia di un attacco americano rimane concreta.