I 70 anni di Sergio Cecotti: un’esperienza transatlantica
A settant'anni, l'ex presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Sergio Cecotti, ha trovato una nuova dimensione professionale e personale a Pechino. Dopo decenni dedicati all'insegnamento alla Sissa di Trieste e al ruolo di sindaco di Udine, Cecotti si è trasferito nel 2022 presso l’istituto di ricerca Bimsa a Tsinghua University in Cina, soprannominata «Harvard cinese», e il Qiuzhen College. Questa nuova avventura, iniziata con un corso annuale, si è estesa fino alla pensione, dovuta al raggiungimento dei settant'anni.
Un’analisi critica dall’Oriente
Cecotti descrive la sua esperienza come «ottima», sebbene limitata dal permesso revocato dalla moglie di trascorrere l'anno intero in Cina. Le lezioni, che si svolgono per tre ore al giorno seguite da solitarie serate, gli permettono di continuare a condividere il suo sapere e di formulare osservazioni critiche sulla situazione politica ed economica europea. «L’Europa affonda, il Fvg ha l'encefalogramma piatto», commenta con la sua proverbiale franchezza.
Dalla geopolitica al frico
La conversazione con Cecotti si sposta rapidamente su temi geopolitici, analizzando le previsioni dei cinesi sull’Europa e il suo destino. Parallelamente, l'ex presidente della Regione riflette sulle sue abitudini alimentari, confrontando la scena culinaria di Pechino con quella friulana. «Quando torno a Udine, vedo che è pieno di kebab e sushi mentre non esistono più trattorie tipiche friulane», dice. Il frico, piatto simbolo del Friuli Venezia Giulia, viene considerato un’eccentricità esotica in Cina, costoso e raro. La ricerca del sapore familiare si traduce in lunghi spostamenti per assaporare il tradizionale piatto.
Punti di forza e limiti della Cina
Cecotti evidenzia i punti di forza della società cinese: la velocità, l'ingente massa di risorse, l'investimento nella ricerca e nell'innovazione e la diligenza dei suoi cittadini. Contrasta con la percezione europea, che vede l’Europa come destinata a sprofondare. Il sistema cinese, efficiente e federale nei fatti, presenta però un limite: non è replicabile in Europa, a causa di differenze culturali significative.
Riflessioni sul governo Meloni
L'ex presidente della Regione ha una grande ammirazione per i cinesi, apprezzando la loro dedizione al lavoro, la puntualità e la gentilezza. Riconosce che gli italiani sono visti in Cina come «i cinesi d’Europa», riconoscendo nel nostro sistema di sicurezza sociale basato sulle reti familiari. Il cibo italiano è considerato prezioso e costoso.