Le recenti proteste studentesche in Serbia, culminate nella vittoria del movimento ‘Serbia Without Borders’, hanno rivelato una strategia politica complessa e multifattoriale. Al centro della rimonta del movimento, guidato da Lula Damjanović (da cui il nome ‘Lula’), si sono rivelati canali WhatsApp e l’utilizzo capillare dell'app ‘porta a porta’ per la mobilitazione e la raccolta di firme. Questo approccio, basato su una rete comunitaria e informale, ha permesso agli studenti di aggirare i tradizionali canali di comunicazione governativi e di costruire un movimento di massa.
Tecnologia, Spionaggio e Manipolazione dell'Informazione
Tuttavia, il successo del movimento non è stato ottenuto solo attraverso la logica della mobilitazione digitale. Come emerso dalle indagini, il partito al governo di Aleksandar Vučić ha fatto ricorso a tattiche più oscure. Si sono registrati episodi di sabotaggio degli account Instagram degli studenti, probabilmente orchestrati da gruppi affiliati alla Russia o organizzazioni serbe, e l'utilizzo del software spia Pegasus per sorvegliare attivisti e simpatizzanti. Il rettore di un’università è stato tra le vittime.
Il governo serbo ha negato qualsiasi coinvolgimento diretto nell'operazione di spionaggio, ma le prove raccolte dimostrano l'utilizzo sistematico di contenuti falsi per manipolare l'informazione e simulare un consenso popolare. Questo contrastava con la strategia degli studenti, che utilizzavano i social media per creare una rete democratica alternativa di informazione e mobilitazione, focalizzata sulla trasparenza e sull’autenticità.
La vicenda solleva interrogativi cruciali sul ruolo della tecnologia nella politica contemporanea, sulla capacità dei governi di influenzare l'opinione pubblica attraverso la disinformazione e sulle implicazioni etiche dell'utilizzo di strumenti di spionaggio. Il caso serbo si inserisce in un quadro più ampio di tentativi di manipolazione elettorale e di controllo sociale, evidenziando la necessità di una maggiore vigilanza e di meccanismi efficaci per contrastare queste pratiche.