I pubblici ministeri genovesi hanno deciso di interrogare Vittorio Ranucci, figura chiave nell’inchiesta sulla trattativa di Genova. La decisione arriva in seguito alle dichiarazioni rilasciate da Giovanni Lavitola, che ha fornito un elemento nuovo e potenzialmente cruciale per la ricostruzione degli eventi.
Lavitola, durante un colloquio con gli inquirenti, ha espresso la sua opinione su un possibile scenario successivo all’attentato di Viareggio del 2006. Secondo il boss della Sampdoria, «non esclude che Sigfrido dopo la bomba avesse capito» e avrebbe potuto prendere delle decisioni diverse. Questo riferimento a Sigfrido, figura controversa legata alla criminalità organizzata, aggiunge un ulteriore livello di complessità alle indagini.
L'interrogatorio di Ranucci rappresenta un punto di svolta nell’inchiesta, che da mesi mira a far luce sulle connessioni tra politici, imprenditori e la mafia nel contesto della trattativa per l'assegnazione di appalti pubblici. La nuova testimonianza di Lavitola, se confermata, potrebbe fornire indizi preziosi sull’organizzazione e sulla dinamica degli eventi.
Le autorità genovesi stanno ora valutando attentamente le implicazioni delle parole di Lavitola e i possibili collegamenti con altre figure coinvolte nell'inchiesta. Si tratta di un momento cruciale per l'avanzamento delle indagini, che potrebbero portare a nuove arresti e alla luce di verità scomode.