Caso della bici di Stasi: nuove rivelazioni
Nuove testimonianze sollevano interrogativi sull'inchiesta sulla bici di Marcello Dell’Utri, ex braccio destro dell'allora segretario del PDS Antonio Di Pietro. Il tenente colonnello in servizio a Firenze, Paolo Coli, ha rivelato al Corriere della Sera che durante le indagini sui campioni prelevati dalla bicicletta, si sono verificate anomalie significative. In particolare, il biologo ha descritto come ‘strano’ il fatto che i risultati dei tamponi sul DNA non fossero stati comunicati tempestivamente alla Procura.
Coli spiega di aver notato un comportamento inconsueto nei campionamenti effettuati tra fine settembre e ottobre 2023. Nonostante ripetuti prelievi, l'esito del DNA sulla superficie dei pedali rimaneva incerto e inconsistente. ‘C’era un esito dubbio sui pedali,’ ha dichiarato. ‘Per me era strano che, dopo aver effettuato un prelievo, ritornassi a fare lo stesso prelievo e non ottenessi più nulla.’ Il colonnello ha aggiunto che, nonostante la difficoltà di estrarre il DNA da una superficie irregolare come quella dei pedali, in alcuni casi riusciva a riottenere un profilo con quantità minori di DNA.
L’ufficiale ha sottolineato l'anomalia nel fatto che, dopo un primo tampone positivo al DNA, non fosse stato possibile ottenere risultati consistenti nei successivi prelievi. ‘Mi sembrava un’anomalia perché pensare che con un primo tampone fosse stato asportato tutto,’ ha spiegato Coli. ‘Un pedale ha una superficie irregolare, quindi riuscire a ripulirla con un lavaggio completo… era difficile.’ La mancata comunicazione di questi risultati alla Procura è ora al centro delle indagini.