Andriy Shevchenko, a 50 anni, è tutt'altro che in pensione. Come presidente della Federcalcio ucraina, si dedica anima e corpo alla salvaguardia del calcio nel suo paese, un’attività resa estremamente complessa dalla guerra in corso. ‘Sono in piena attività, mi tengo sempre occupato,’ ha dichiarato Shevchenko, sottolineando la necessità di sostenere il più possibile il movimento calcistico nazionale nonostante le enormi difficoltà.
La Realtà della Guerra e del Calcio
La situazione in Ucraina è drammatica. La guerra ha imposto una vita sospesa, con i giovani costretti a rifugiarsi nei sotterranei, l'istruzione che si svolge online e continue minacce di attacchi. Nonostante tutto, Shevchenko e il suo team resistono, cercando di adattarsi e non abbattersi. ‘Non esiste più una vita normale,’ ammette, ‘la situazione è peggiorata tanto, soprattutto per le nuove generazioni.’
Il sostegno finanziario è cruciale e arriva principalmente da Uefa e Fifa, ma l'organizzazione delle partite in trasferta rappresenta un onere enorme. Ogni partita diventa una sfida logistica ed economica, aggravata dalla necessità di giocare sempre fuori dal territorio ucraino. ‘I Paesi europei ci stanno aiutando tanto,’ conclude Shevchenko, ‘ma ogni partita è giocata in trasferta ed è molto più costoso organizzare qualsiasi cosa.’ Il suo impegno è un simbolo di resilienza e speranza per il futuro del calcio ucraino.