Celso Costantini, figura straordinaria della Chiesa cattolica del Novecento, compie 150 anni dalla sua nascita. Questo anniversario è un’occasione per riscoprire la vita di un uomo che ha incarnato una rara combinazione di ruoli: primo vescovo a Fiume, delegato apostolico in Cina, e, soprattutto, un artista scultore di talento riconosciuto a livello internazionale. Il consultore del Papa, Bruno Fabio Pighin, sottolinea l'importanza di studiare i materiali relativi a Costantini, comprendendo sia gli aspetti storici che quelli teologici legati alla sua missione.
La Missione in Cina e le Sfide
L’attività più significativa di Costantini fu quella svolta come delegato apostolico in Cina, un periodo cruciale per la presenza della Chiesa cattolica nel paese. Questo incarico, durato diversi anni, lo vide impegnato a stabilire contatti con le comunità cattoliche locali e a promuovere l'evangelizzazione. Pighin ammette che valutare le presunte grazie di guarigione attribuite a Costantini rappresenta una sfida complessa: «È difficile presentare le grazie di guarigione», dichiara, indicando la necessità di un’analisi rigorosa dei fatti.
La figura di Costantini è quindi quella di un uomo d'azione e di pensiero, capace di coniugare il suo ruolo ecclesiastico con la sua passione per l'arte. Le sue sculture, realizzate in marmo e altri materiali, riflettono una sensibilità artistica profonda e una visione del mondo che lo portò a dialogare con diverse culture, tra cui quella cinese.
L’eredità di Celso Costantini è dunque un patrimonio da valorizzare, un esempio di impegno civile e religioso, nonché testimonianza della capacità dell'arte di essere uno strumento di dialogo e di incontro. La ricerca sui materiali prodotti durante la sua vita, così come l’analisi del miracolo che gli fu attribuito, rappresentano passi fondamentali per comprendere appieno il significato della sua figura.