Beppe Sala, sindaco di Milano, ha espresso durante i funerali per don Antonio Mazzi un interesse concreto per il futuro di Exodus, la fondazione che il sacerdote aveva contribuito a creare. La proposta avanzata da alcuni consiglieri di utilizzare il Famedio, luogo legato alla figura di Mazzi, come forma di memoria simbolica è stata accolta con favore dal sindaco, che però ha subito evidenziato la priorità della continuità operativa della fondazione.
Un Educatore ‘Fuori dagli Schemi’
Sala ha descritto don Mazzi come un «vero educatore» capace di raggiungere i suoi obiettivi con metodo diretto e senza eccessivi scrupoli ideologici. Il sindaco ha ammesso di invidiare la capacità del sacerdote di evitare il ‘politically correct’, sottolineando la sua immediatezza e la sua efficacia nel perseguire i risultati desiderati. La figura di Mazzi, a detta di Sala, è quella di un uomo che metteva al primo posto il bene dei suoi ragazzi.
Nonostante l'interesse per il Famedio come simbolo del lavoro svolto da don Mazzi, il sindaco ha ribadito che la priorità assoluta è garantire la prosecuzione delle attività di Exodus. «Penso che, al di là di una memoria simbolica», ha spiegato Sala, «bisogna aiutare a far sì che Exodus vada avanti». Questa posizione riflette l'impegno del sindaco verso un’istituzione che rappresenta un pilastro dell'educazione e della formazione giovanile nella città.
La riflessione di Sala sulla figura di don Mazzi e sul suo approccio educativo sottolinea l'importanza di valori come la dedizione, la concretezza e il rispetto per le persone, elementi che potrebbero rappresentare un punto di riferimento nel dibattito attuale sull’educazione e il ruolo delle istituzioni.