Joan Thiele a Gradisca: ‘Joanita’ e il coraggio di sentire
Gradisca d'Isonzo si appresta ad accogliere Joan Thiele, la cantautrice pluripremiata (tra cui un David di Donatello) che porterà alle 22:00 all’Arena del Castello il suo nuovo album, “Joanita”. L’evento, organizzato da Onde Mediterranee e Euritmica, promette una serata intensa ed emotiva, incentrata sull'esplorazione dei temi profondi che caratterizzano la sua musica.
Il concerto si aprirà alle 21:00 con Giorgia Pietribiasi, conosciuta come “Lamante”, un progetto veneto che racchiude memoria e tensione emotiva. Il fulcro della serata sarà l’interpretazione di “Joanita”, una raccolta uscita nel 2025 in cui Thiele ha espresso il suo coraggio di sentire ed esprimere ciò che ama, superando i generi musicali convenzionali. L'album è un viaggio interiore, come sottolinea l'artista: «Un album nel quale ho espresso il coraggio di sentire ed esprimere ciò che amo».
Le tematiche affrontate nell’album sono profondamente radicate nell'esperienza autobiografica, trasformata in un racconto poetico. Thiele racconta le metamorfosi relazionali, la fatica di conoscersi e l'importanza della cura per sé stessi, la famiglia e gli amici. «Una ragazza per strada mi ha detto di riconoscersi nelle mie canzoni che parlano di amore oltre il rapporto di coppia», spiega l’artista. L'esperienza cinematografica, in particolare la colonna sonora “Proiettili” scritta con Elisa, Elodie ed Emanuele Triglia per il film “Ti mangio il cuore”, ha ulteriormente rafforzato il suo interesse per il mondo della scrittura e dell’immagine come strumento di composizione. «Dopo questa esperienza ho capito che mi piace il mondo della scrittura di colonne sonore ma non escludo di proseguire anche davanti alla camera. Un’immagine a volte mi aiuta nella composizione, fra pensiero e immagine».
Il visual dell'album è stato girato in una salina a Cagliari, un luogo che Thiele definisce «energetico e faticoso, ma necessario per l’anima del disco». La sua formazione internazionale – Londra e la Colombia, dove risiede la sua famiglia – ha contribuito a plasmare il suo approccio musicale, caratterizzato da una costante ricerca di evoluzione. «Non amo le definizioni, si cresce, si cambia nella vita e nella musica. Metafisicamente il termine per me è humus. Bisogna sempre avere “fame”, non essere mai sazi di ricercare, sperimentare, andare oltre ciò che si ha».