Juventus: Spalletti e il Dubbio su Kolo Muani
Il malessere di Luciano Spalletti riguardo alla scelta dell’attaccante non è un problema recente. Le criticità sono emerse già alla fine della scorsa stagione, culminando nell'acquisizione di Randal Kolo Muani. Il tecnico bianconero ricerca un attaccante con caratteristiche specifiche: fisico, abituato a giocare dentro l’area di rigore e con una buona percentuale di realizzazioni. Questo profilo contrasta significativamente con quello del francese, acquistato per 38 milioni di euro più 12 bonus.
L'operazione Kolo Muani è stata avviata con un forte impulso da parte della dirigenza, ma le preoccupazioni di Spalletti hanno portato a un cambio di strategia. Invece di una spesa diretta, la Juventus punta su soluzioni alternative, indirizzando messaggi chiari ai vertici del club e alla società madre. L'obiettivo è incentivare un ritorno agli investimenti mirati, soprattutto nelle ultime fasi del mercato.
Obiettivi Alternativi
- Zirkzee (prestito): Considerato il più vicino alle esigenze di Spalletti, nonostante le condizioni per un prestito non siano ritenute impossibili.
- Mateta (Crystal Palace): Un'opzione interessante, con la possibilità di inserirlo in uno scambio con calciatori bianconeri attualmente considerati non funzionali al progetto.
- Sorloth (Atletico Madrid): Anche questo attaccante danese potrebbe essere valutato per uno scambio vantaggioso.
La comunicazione di Spalletti ha assunto un carattere inaspettato, con un cambio di direzione rispetto a febbraio, quando Kolo Muani era considerato un acquisto imprescindibile. Il tecnico ha sottolineato la necessità di un attaccante capace di raggiungere quota 20 gol, ma le recenti performance del francese hanno sollevato dubbi sulla sua idoneità al progetto bianconero.
Il debutto contro il Frosinone ha evidenziato l'incapacità di Kolo Muani di finalizzare davanti, un problema che Spalletti teme possa ripetersi e costare alla Juventus la mancata qualificazione alla Champions League. La pressione sul tecnico è palpabile, e le sue dichiarazioni rappresentano un segnale d’allarme per la dirigenza.