Dalla Videocamera al Documentario: la Storia di ‘Mustang’
Roma – Il nuovo documentario di Kasia Smutniak, intitolato ‘Mur’, sta per arrivare nelle sale cinematografiche il 23 novembre, grazie a Fandango e Luce Cinecittà. Ma la genesi del film è stata un viaggio nel tempo, iniziato con un oggetto apparentemente insignificante: una videocamera che ha segnato l’inizio di una storia d'amore e di avventura.
Tutto è cominciato nel 2003 quando Pietro Taricone, allora compagno di Kasia Smutniak, decise di filmare i loro viaggi e momenti insieme nel Mustang, un angolo remoto del Nepal. “È tornato a casa dicendo che sarebbe figo andare, non ricordo perchè” racconta Kasia, senza intuire l’importanza che quell’oggetto avrebbe assunto. La videocamera è diventata la chiave narrativa del documentario, catturando l'essenza di un viaggio e di una relazione.
Il film intreccia le immagini girate da Pietro e Kasia con il presente, mostrando la comunità locale del Mustang minacciata dallo spopolamento e il viaggio della figlia Sophie, che raccoglie lo sguardo del padre. “Ho cominciato a lavorarci seriamente nel 2018, ma in tutti questi anni ho sempre girato, in maniera consapevole e inconsapevole, pensando di documentare qualcosa che era interessante o importante per me”, spiega Kasia. Il momento decisivo è arrivato quando Sophie, ormai grande, ha chiesto: “Dov’è la telecamera di papà?”.
“Era una di quelle videocamere che avevamo tutti nei primi anni Duemila, con cui si riprendevano i momenti delle nostre vite, i compleanni, le vacanze, le nascite, i viaggi. Sophie è partita con quella telecamera per il suo primo viaggio in solitaria in Mustang, senza di me questa volta. E nel momento in cui mi ha chiesto “Dov’è la camera di papà?” ho capito che quella sarebbe stata la chiave del racconto”. La produzione, guidata da Marella Bombini e Ilaria Fraioli, ha dedicato quasi un anno a ricostruire la storia attraverso il materiale girato, trasformando le immagini in un film profondamente personale e universale. Il documentario esplora temi come l'amore, la perdita e la trasformazione, offrendo uno sguardo intimo sulla vita di una famiglia e sul cambiamento di un luogo.