La storia del bikini è un affascinante intreccio di innovazione, scandalo e cultura popolare. Tutto ebbe inizio nel 1946, in un’Europa uscita dalla Seconda Guerra Mondiale, dove il razionamento dei tessuti spinse gli stilisti a ridurre le dimensioni dei costumi da bagno. Nascono così i primi due pezzi, che inizialmente coprivano l'ombelico, influenzati dal successo dei film di Hollywood e dalle pin-up.
Il vero colpo di genio arrivò con Jacques Heim, un designer francese che lanciò «Atome», il costume da bagno più piccolo del mondo, sfruttando la riduzione dei tessuti imposta dalla guerra. Poco dopo, Louis Réard, un ingegnere automobilistico, presentò il bikini, ispirato alle bombe atomiche testate nell'atollo di Bikini, e con l'aiuto della spogliarellista Micheline Bernardini, scatenò un vero e proprio scandalo.
La scelta del nome «Bikini» fu deliberata: l’obiettivo era quello di creare un costume da bagno che suscitasse sguardi e attirasse l'attenzione. Il successo del bikini fu immediato, grazie anche al fascino delle star hollywoodiane come Rita Hayworth.