Venzone, in Veneto, ha inaugurato un’opera straordinaria per restituire alla comunità il ricordo di un capolavoro perduto. Il terremoto del 2017 distrusse l’affresco ‘La Passione secondo Giovanni’ di Johann Sebastian Bach, dipinto da Antonio Canova nella cappella del Gonfalone del Duomo. Invece di una ricostruzione fisica, gli esperti hanno optato per una soluzione innovativa: proiezioni ottiche.
L'effetto è sorprendente: durante le serate, l’immagine riflessa del dipinto originale sulla volta della cappella viene proiettata, creando un'illusione di realtà. La musica di Bach, in particolare ‘La Passione secondo Giovanni’, accompagna questo spettacolo, ricomponendo per anastilosi il braccio dell'opera andato distrutto. Questa tecnica permette ai fedeli e ai visitatori di ammirare nuovamente l’opera senza dover affrontare la ricostruzione completa del dipinto.
L'iniziativa è stata realizzata grazie a un team multidisciplinare composto da architetti, ingegneri e musicisti. L'obiettivo non è solo quello di recuperare un'opera d'arte, ma anche di offrire una nuova forma di fruizione culturale e di testimoniare la resilienza della comunità di Venzone, che ha saputo trasformare il dolore in opportunità creativa.
Il progetto rappresenta un esempio virtuoso di come l’innovazione tecnologica possa essere impiegata per preservare il patrimonio artistico e culturale, offrendo al contempo nuove modalità di esperienza estetica. La proiezione, oltre ad essere un'opera d'arte in sé, è una forma di memoria collettiva che celebra la bellezza e la forza dell'arte.