L’annuncio di Donald Trump ha scosso la scena internazionale: l’ex presidente americano avrebbe raggiunto una ‘tregua energetica’ tra Mosca e Kiev, secondo quanto riportato dal Corriere, citando informazioni riservate del New York Times. La mossa, avvenuta a margine dell'Assemblea delle Nazioni Unite a fine settembre, ha visto l'amministrazione Trump, attraverso gli inviati Jared Kushner e Steve Witkoff, proporre alla Russia tre ingenti incentivi economici per incentivare un cessate il fuoco sulle infrastrutture energetiche o le attività marittime. L’offerta principale prevedeva lo sblocco di miliardi di dollari in asset sovrani russi congelati in Occidente, una mossa che riprendeva una proposta precedente volta a liberare fino a 100 miliardi di dollari.
I dettagli dell'operazione
Gli incentivi non si limitavano allo sblocco dei fondi. L’amministrazione Trump avrebbe anche considerato la vendita di quote del colosso petrolifero russo Lukoil a un gruppo di investitori mediorientali, legati da rapporti commerciali con i negoziatori statunitensi. Un ulteriore elemento della proposta riguardava l'esportazione di potassa dalla Bielorussia, alleata e vicina del Cremlino, grazie a una misura consentita dagli Stati Uniti. Kiev, pur evitando un rifiuto categorico, avrebbe richiesto garanzie e tutele, proponendo pagamenti speculari per compensare lo sblocco dei fondi o l'incremento degli aiuti militari in caso di violazione della tregua.
La reazione del governo Zelensky ha rivelato una sostanziale sorpresa. Il presidente ucraino ha dichiarato di non essere a conoscenza delle trattative, chiedendo che fossero comunicate quando si verificheranno passi concreti verso la fine del conflitto. L'iniziativa di Trump solleva interrogativi sulla strategia diplomatica in corso e sull’effettiva volontà di coinvolgere attivamente l'ex presidente americano nel processo di pace.
La mossa, sebbene non ancora confermata ufficialmente, evidenzia un tentativo di apertura da parte di figure influenti, ma anche la persistente frattura tra le posizioni delle parti in conflitto e la complessità del raggiungimento di una soluzione diplomatica. La situazione rimane in evoluzione e l'impatto di questa iniziativa sulla guerra in Ucraina resta da valutare.