Mattarella richiama le Camere: “Troppe giornate nazionali senza criteri omogenei, contenete numero”
Roma, 15 ottobre – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso preoccupazione per l'eccessivo numero di leggi che istituiscono giornate nazionali, definendole ‘troppo’ e chiedendo al Parlamento di ‘contenere il numero’. La sua posizione è emersa in seguito alla promulgazione della legge sull’istituzione della giornata nazionale del riciclo della carta, inviata al Senato e alla Camera.
Il contesto: un aumento vertiginoso
Negli ultimi anni, l'Italia ha visto un incremento significativo nel numero di leggi che istituiscono giornate dedicate a specifici valori, eventi o aspetti della vita. Secondo il Presidente Mattarella, in tre legislature sono state approvate trentasei di queste leggi, con venti solo nella legislatura attuale. Il totale delle giornate nazionali, considerando anche quelle già esistenti, raggiunge i cinquantuno.
Le criticità evidenziate
La preoccupazione del Presidente si concentra sulla difficoltà che le scuole incontrano nell'adempiere ai compiti assegnati da così tante disposizioni. La proliferazione di giornate nazionali, spesso con formule standardizzate e incentrate sulla promozione di iniziative pubbliche, rischia di diluire l’efficacia delle azioni previste e di sovraccaricare il sistema scolastico.
L'esortazione al Parlamento
Mattarella sottolinea la necessità che il Parlamento adotti un approccio più rigoroso, evitando un ulteriore aumento del numero di giornate nazionali. Il Presidente invita a ‘contenere in termini ragionevoli la tendenza’, riconoscendo che l’attuale situazione rende impossibile un'autentica efficacia delle previsioni.
Approfondimento: Dati e implicazioni
Secondo i dati forniti dal Presidente Mattarella, le 36 leggi approvate in tre legislature includono 20 solo nella legislatura attuale. Il numero totale di giornate nazionali (51) è spesso legato a iniziative pubbliche, soprattutto scolastiche, con un focus sulla promozione di attività didattiche o divulgative. La preoccupazione principale riguarda l'impatto su tempo e risorse dedicate all’insegnamento delle materie scolastiche.