Giorgia Meloni ribadisce il suo giudizio sulla propria vicinanza al presidente Donald Trump durante il suo secondo mandato, definendola una scelta dettata dalla difesa dell’interesse nazionale. L'affermazione è contenuta nel libro ‘Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein’ di Bruno Vespa, in uscita il 2 novembre edito da Mondadori-RAI libri.
La strategia alla base del rapporto
Secondo Meloni, quella vicinanza non era un'anomalia, ma una naturale conseguenza della sua visione strategica. Gli Stati Uniti rappresentano per l’Italia un alleato geopolitico e militare fondamentale, il principale mercato extraeuropeo e ospitano una significativa comunità italiana all’estero. La leader di Fratelli d'Italia sottolinea inoltre come quella relazione sia stata apprezzata da altri governi europei, contribuendo a mantenere aperto il dialogo Euro-Atlantico anche in periodi di tensione e favorendo la risoluzione di questioni complesse come la sicurezza dell'Artico e le problematiche legate alla NATO.
Meloni evidenzia che quella vicinanza ha avuto un impatto positivo sull’Italia, sull’Europa e sull’Occidente. La sua posizione si basa su una valutazione pragmatica delle relazioni internazionali, dove la difesa degli interessi nazionali è considerata prioritaria. Il rapporto con gli Stati Uniti, secondo la premier italiana, ha rappresentato uno strumento utile per promuovere gli obiettivi dell'Italia sulla scena globale.
L’intervento di Meloni si inserisce in un contesto politico internazionale caratterizzato da tensioni e incertezze. La sua difesa della vicinanza a Trump, pur con le critiche ricevute, riflette una posizione che continua ad essere centrale nel suo approccio alla politica estera.