A ottant’anni compiuti lo scorso ottobre, Milo Manara condivide pensieri ed esperienze sulla sessualità, l'arte e la bellezza. Il fumettista veronese, in occasione di Milanocomics, ripercorre i suoi ricordi più intimi, dall'infanzia spionando le balere alla fascinazione per Kim Novak, ammirando però soprattutto la moglie.
Manara descrive l’erotismo come un’immaginazione ‘iperuranica’, opposta alla pornografia, basata sull'attesa e lo sguardo. Ricorda con affetto le ‘portine’ della Valpolicella, le giovani lavoratrici delle vendemmie, e la loro seducente risata civettuola. Critica l'eccessiva dipendenza dalla chirurgia estetica, ritenendola una perdita di personalità.
‘Lo sguardo’, afferma spesso, è ciò che conta veramente. Riconosce che le sue donne ideali sono frutto dell’arte e della sua visione personale, aspirando alla perfezione senza però negare il fascino dei difetti. ‘L'arte idealizza. Può farlo. Può aspirare alla perfezione. Lo diceva anche Platone, appunto.’