A Gorizia si è tenuto un workshop approfondito sui manifesti pubblicitari e artistici prodotti nella Venezia Giulia all’epoca del Liberty. L’evento, che ha riunito studiosi di estetica, storia dell'arte, grafica e cultura tipografica, non si è limitato a una semplice analisi delle opere, ma ha cercato di ricostruire il ruolo cruciale che questi manifesti hanno avuto nell'esperienza urbana del tempo.
Il focus principale è stato posto su figure chiave come Alfred Dudovich, noto per i suoi manifesti pubblicitari per le aziende locali. Tuttavia, l’iniziativa ha ampliato lo sguardo, esplorando un panorama più ampio di artisti e designer che hanno contribuito a definire il paesaggio visivo della regione durante il periodo del Liberty. L'obiettivo era quello di comprendere come questi manifesti non fossero solo oggetti da museo, ma elementi attivi nel flusso della vita quotidiana, capaci di catturare l’attenzione e influenzare le scelte dei cittadini.
Il workshop ha sottolineato l'importanza di considerare il manifesto come un fenomeno sociale e culturale. Prima della sua successiva trasformazione in oggetto di studio e collezione, il manifesto era una presenza costante nelle città, un mezzo di comunicazione diretto che interagiva con lo spazio pubblico. Gli esperti hanno discusso i materiali utilizzati, le tecniche di stampa, le strategie di marketing impiegate e l'impatto psicologico dei colori e delle immagini sui fruitori del messaggio.
L’evento ha evidenziato come la ricerca sulla storia dei manifesti possa fornire nuove prospettive sull'evoluzione della grafica pubblicitaria e sulla relazione tra arte, commercio e società. Il lavoro di questi artisti non è stato solo una questione estetica, ma un vero e proprio strumento di persuasione e di costruzione dell’identità locale.