Il libro “Parlare in lingue” di J.M. Coetzee e Mariana Dimópulos, pubblicato da Einaudi, è un’analisi profonda e apparentemente tecnica delle implicazioni linguistiche e sociologiche della traduzione e dell’uso della lingua. Il volume nasce da uno scambio epistolare tra il Premio Nobel per la Letteratura e la traduttrice spagnola specializzata in filosofia tedesca, avvenuto principalmente via email (e forse anche su WhatsApp, data la brevità di alcune risposte). L'opera si concentra sull'ultimo romanzo di Coetzee, “The Pole”, analizzando come una traduzione possa influenzare la percezione e l’interpretazione di un testo, sollevando interrogativi fondamentali sul ruolo del traduttore e sulla natura stessa della lingua.
Coetzee e Dimópulos: Un Dialogo sulla Lingua tra Nobel e Traduttore
08 Luglio 2026 •
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Artista e Comunismo: Un Confronto Inatteso
Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Il Foglio.
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