Il Palazzetto Rubini al centro del braccio di ferro
A Trieste, il PalaRubini, impianto sportivo di punta della città, è diventato teatro di una disputa che ha bloccato l'accesso alle società minori e giovanili. La Pallacanestro Trieste, proprietaria dell’impianto per la stagione 2026/2027, ha deciso di sospendere l'utilizzo da parte di altre squadre fino a quando non avrà ricevuto la documentazione ufficiale relativa alla concessione del palazzetto.
Le motivazioni della Pallacanestro Trieste
Secondo quanto dichiarato dal presidente Josh Hiller, la decisione è stata presa per garantire la sicurezza degli spazi e il rispetto delle normative. «Possiamo finalmente dire che la Pallacanestro Trieste resta a casa», ha affermato. La società precisa di essere in attesa della documentazione necessaria per poter riaprire le porte dell'impianto anche alle altre realtà sportive, sottolineando che l’autorizzazione per l’accesso e l’utilizzo da parte di soggetti terzi rimane di esclusiva competenza del Comune.»
Il ruolo del Comune e la burocrazia
L'Amministrazione comunale ha inizialmente diffidato la Pallacanestro Trieste, sollevando dubbi sulla necessità di tali misure di sicurezza. «Perché gli asseriti motivi di sicurezza di permanenza in loco senza titolo, riguarderebbero in prima battuta la stessa pallacanestro», si legge nella nota del Comune.
Impatto sulle società sportive
- Le altre squadre, tra cui quelle giovanili, sono state escluse dall'utilizzo del palazzetto.
- La situazione ha creato ritardi e disagi per le attività sportive locali.
- Il Comune si è impegnato a risolvere la questione burocratica il prima possibile.
Il club biancorossa, attraverso il suo presidente Josh Hiller, ha sottolineato l'obiettivo di «percorso complesso ma obiettivo raggiunto» e ha espresso apprezzamento per Markel, l’ex amministratore delegato che si è dimesso dalla carica.