Andrea Marcenaro pubblica una rubrica su 'Il Foglio' intitolata 'Quel garantista di Ranucci', focalizzandosi sulla figura di Sigfrido Rannucci, giornalista di Panorama e collaboratore del Corriere della Sera. L’articolo si concentra sulle peculiarità familiari di Rannucci, descrivendolo come un uomo immerso in un ambiente prevalentemente sinistro, con tutti i membri della sua famiglia – genitori, fratelli, moglie, figli, suoceri, cognati ed ex cognata – che condividono ideologie politiche di sinistra.
Rannucci, nato a Genova nel 1947, è descritto come un individuo incline al prepotismo e con una particolare attenzione verso la propria nipote, per cui si dice spesso che abbia torto. Nonostante ciò, il giornalista ha espresso il desiderio di possedere un cane, accontentandosi di due gatti. La descrizione suggerisce un'immagine di un uomo legato alle proprie certezze e con un forte senso della famiglia, seppur con tratti a volte percepiti come negativi.
L’articolo, pur non fornendo dettagli specifici sulle presunte attività illecite del garante Ranucci (menzionate solo in riferimento al principe Sigfrido), evidenzia l'ironia di un giornalista legato alla tradizione garantista, che si esibisce da liberale in un contesto dove la sua famiglia è interamente orientata verso la sinistra. La menzione delle bombe sotto casa del principe Sigfrido aggiunge un elemento di mistero e potenziali implicazioni legali, sebbene non siano approfondite nel testo.
La figura di Ranucci rappresenta quindi un esempio di come l'ambiente familiare possa influenzare le scelte professionali e il modo di vedere il mondo. L’articolo, pur essendo apparentemente una semplice osservazione sulla vita di un giornalista, solleva interrogativi sul ruolo della famiglia nella formazione dell'individuo e sulle possibili conseguenze delle sue affiliazioni politiche.