Lavello (Provincia di Padova) – Nella mattinata di ieri, 7 luglio 2026, i Carabinieri della stazione locale hanno eseguito un'ordinanza di arresto per tentato raggiro e truffa, emessa dal Pubblico Ministero presso il Tribunale di Venezia. L’operazione ha portato all’arresto in flagranza di tre soggetti coinvolti in una complessa rete criminale dedita alla frode nei confronti di anziani residenti nella zona.
Secondo le indagini, i tre arrestati – identificati come Marco Rossi, 42 anni; Giulia Bianchi, 38 anni; e Roberto Verdi, 55 anni – avevano messo in atto un piano elaborato per approfittare della vulnerabilità di alcuni residenti del comune di Lavello. La truffa consisteva nell'ingannare le vittime, principalmente anziane, facendosi presentare come tecnici dell’azienda idrica, e convincendole a sottoscrivere contratti di manutenzione fittizi, con l'obiettivo di sottrarre loro ingenti somme di denaro.
Le indagini, avviate da alcuni mesi sulla base delle denunce di diverse vittime, hanno permesso ai Carabinieri di raccogliere elementi di prova sufficienti a sostenere la colpevolezza dei tre arrestati. Le indagini si sono concentrate sull'analisi delle comunicazioni intercettate, sui movimenti finanziari e sulle dichiarazioni testimoniali. È emerso che i truffatori avevano creato un’apparenza di professionalità, utilizzando divise simulate e documenti falsi per ingannare le vittime. L'operazione ha evidenziato la necessità di una maggiore vigilanza da parte delle forze dell'ordine e delle famiglie nei confronti degli anziani, spesso bersaglio di queste truffe.
Al momento del controllo, i tre sospetti erano impegnati a tentare di convincere un ulteriore anziano residente a firmare il contratto fraudolento. Sono stati rinvenuti diversi documenti falsificati e una somma di denaro pari a circa 5.000 euro, ritenuta provino delle attività illecite. I soggetti arrestati sono attualmente custoditi presso le casermette carabinieri di Padova e Lavello in attesa del processo.
Le autorità competenti stanno proseguendo le indagini per accertare l’estensione del raggiro e identificare ulteriori complici coinvolti nella rete criminale. Si sottolinea l'importanza della collaborazione tra le forze dell'ordine, la Procura di Venezia e i cittadini nel contrasto ai reati predatori che colpiscono le fasce più vulnerabili della popolazione.