Il caso Yonghong Li torna a galla. Un prestito da 15 milioni di euro, erogato nel 2016 alla società di Hong Kong controllata da Yonghong Li, è tornato al centro di una disputa legale. La società, General Fantasy Company, era di proprietà di Huang Qingbo, moglie dell'imprenditore cinese, e faceva parte della struttura attraverso cui Li esercitava il controllo sul club rossonero.
Il finanziamento, con interessi annui del 7% e una durata di 24 mesi, avrebbe dovuto essere restituito nell'agosto 2018. Tuttavia, la somma richiesta è aumentata a quasi 18 milioni di euro a causa di capitale e interessi accumulati. La Rossoneri Sport Investment, allora proprietaria del Milan, aveva inizialmente contestato la validità del prestito, la sua scadenza e la potenziale prescrizione del debito.
Le verifiche preliminari non avevano permesso di ricostruire il finanziamento, ma la creditrice ha presentato prove del trasferimento dei fondi e quattro comunicazioni in cui la società debitrice aveva riconosciuto il debito. Il giudice ha ritenuto queste prove sufficienti per respingere l'eccezione di prescrizione, considerando i successivi riconoscimenti. Di conseguenza, è stata ordinata la liquidazione della società General Fantasy Company.
La vicenda evidenzia le complesse dinamiche finanziarie che hanno caratterizzato il passaggio di proprietà del Milan da Li a Suning e le difficoltà incontrate nel recupero di crediti legati a transazioni passate. Il caso solleva interrogativi sulla trasparenza delle operazioni finanziarie del club e sulle possibili responsabilità dei soggetti coinvolti.